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Blockchain & intermediazione digitale: la nuova frontiera della consulenza?

September 3, 2018

 

 

 

 

 

Molte figure professionali, oggigiorno, subiscono cambiamenti repentini nello svolgimento delle proprie mansioni, dovuti ad una rivoluzione informatica sempre più incisiva.

 

 

Dopo il fenomeno dei bitcoin, introdotti soltanto nel 2009 dal giapponese Nakamoto e ritenuti per molti già una scoperta sorpassata, la tecnologia ha aperto le porte al blockchain.

 

Molte banche e società d'investimento hanno aderito a questa particolare tecnica finanziaria, già dal 2014.

Il blockchain è un sistema di lavoro che consiste nella condivisione sicura di transazioni economiche.

Questo riceve e registra in modo puntiglioso e preciso qualsiasi movimento all'interno dei network aziendali che ne fanno uso, facilitando le operazioni grazie a trasparenza e facile accesso ai dati, in una specie di catena finanziaria.

 

L'introduzione di questa metodologia di lavoro ha talvolta eliminato figure operative o certamente modificato le loro mansioni.

 

Nel mondo assicurativo molte compagnie hanno già adottato sistemi di blockchain per l'emissione di polizze istantanee che sono gestite con meccanismi decentralizzati e certificati dalle azienda stesse.

 

I vantaggi che porta questo tecnologico sistema sono:

 

- riduzione di truffe poiché ogni operazione è tracciata e registrata perciò visibile in ogni sua componente

- garanzia di privacy

- prezzo. Le aziende che adottano il blockchain riducono alcuni costi operativi, riuscendo così a proporre alla propria clientela prodotti standardizzati ed economicamente più vantaggiosi.

 

Dal punto di vista del cliente però si presenta un trade-off: vale la pena pagare meno per ricevere un servizio da un computer che sostituisce totalmente una persona fisica?

 

Lo svantaggio per il cliente è proprio non avere un referente fisso e di fiducia che risponda alle esigenze nel momento del bisogno.

Altro difetto è la standardizzazione del contratto e quindi l'impossibilità di eventualmente modificare garanzie e condizioni.

 

Il limite di non poter proporre una polizza assicurativa su misura si scontra totalmente con il principio di consulenza personalizzata, alla base del compito dell'intermediario, rendendo spesso inadeguato il prodotto offerto.

 

Molti agenti e broker sapranno già che la tecnica giusta per la costituzione di un portafoglio clienti fidelizzato non mira al continuo ribasso dei premi ma a soddisfare il cliente centrando le sue esigenze.

La dimostrazione si ha poi con la manifestazione di un sinistro: se il professionista aveva in precedenza "cucito" sul cliente una polizza ad hoc, quest'ultimo sarà appagato e si sarà conquistato la sua fiducia.

 

La digitalizzazione è presente nel mondo assicurativo con numerosi intermediari che sviluppano una parte della propria clientela attraverso piattaforme online (es. Insurance Arena).

In alcuni rami come la RCA, sono noti i siti che propongono la possibilità di costruirsi la propria polizza con tassi fuori dal mercato nazionale, dimenticando totalmente la professionalità del consulente assicurativo.

 

Perchè figure professionali del settore assicurativo e finanziario, fra gli altri, possano sopravvivere all'incedere della tecnologia, è necessario siano dotate di notevole dinamismo, professionalità e cura del lato umano nel rapporto con il cliente, aspetto che, come detto, difficilmente riserverà delusioni.

 

 

 

 

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