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Lehman Brothers: l'evento che ha rivoluzionato il mondo finanziario.... e non solo!!


Il crac della quarta banca d'investimento globale, non era minimamente pensabile fino a qualche anno prima, le immagini dei dipendenti con gli "scatoloni" per strada rimangono tutt'oggi ben impresse nelle nostre menti.

La storia di Lehman Brothers è stata molto di più di un fallimento, anche se oggi viene ricordata principalmente per quello.

Ha rappresentato un sogno avverato di una famiglia di migranti tedeschi che da commercianti di tessuti sono diventati consulenti finanziari.

Presentava un giro di affari di circa 10 miliardi di dollari, ed era molto conosciuta sia per l'aggressività negli investimenti finanziari di alto spessore, sia per la bravura nel reclutare i migliori studenti uscenti dai college americani.

Il crollo della società iniziò con la crisi dei mutui Subprime, che erano prestiti concessi dalle banche statunitensi alle persone che disponevano di poco patrimonio.

Il problema non è stato tanto la quantità da questi erogata, che rappresentavano una piccola parte rispetto al mercato globale, ma l'inserimento degli investimenti in prodotti finanziari, che iniziarono progressivamente a perdere grosse somme di capitale.

Questa mancanza, creò una crisi di sfiducia mondiale dei vari investitori e sopratutto colpì le banche, le quali erano detentrici delle principali quote di questi mutui.

Ogni istituto di credito non aveva più fede negli altri, poiché non poteva sapere se i vari fondi erano collegati indirettamente a titoli "avariati" e progressivamente così la crisi sconfinò, costringendo molti stati ad intervenire per il salvataggio degli istituti.

La crisi di liquidità di capitale centrò sopratutto una banca, Lehman Brother, che a causa dello scenario appena descritto, fallì andando in Chapter Eleven, ovvero la nostra amministrazione straordinaria, il 15 settembre del 2008.

Il governo americano decise di salvare alcuni istituti di emissione come: Freddie Mac & Washington Mutual, tramite alcuni prestiti che decretarono la loro nazionalizzazione.

Questo non avvenne per Lehman l'ipotesi probabilmente fu la sottovalutazione della crisi, infatti rifiutò in un primo momento il sostegno della FED (banca centrale degli U.S.A.).

Accettare i soldi inoltre significava ammettere il bisogno di un aiuto e questo veniva interpretato come un danno troppo grande da un punto di vista di immagine, quando questo venne acconsentito oramai era troppo tardi.

La crisi si trasformò da finanziaria in economica e coinvolse numerosi stati, fu globale nell'anno successivo, ovvero nel 2009, quando tutto il mondo soffrì tale fallimento.

Le ripercussioni paradossalmente furono subito assorbite negli Stati Uniti, dove tutto ebbe inizio, già nel 2010 infatti l'economia iniziò a crescere grazie alle iniezioni di capitali sul mercato della Banca Centrale Americana.

Il problema fu in altri paesi dove la crisi proseguì durante gli anni, toccando sopratutto l'Europa che non era pronta e sufficientemente unita ad affrontare tale situazione.

L'esempio fu il grande crollo di tutto il sistema economico greco che contagiò a macchia di leopardo tutti gli altri stati del vecchio continente.

II netto peggioramento dei conti pubblici ebbe un'influenza diretta sulle tasche dei cittadini europei, i quali furono costretti a pagare più tasse per ripianare la situazione del deficit nazionale.

Le domande che tutti gli esperti si sono posti dopo questo tracollo, sono state principalmente due: se era possibile prevedere tale situazione e se esistevano delle operazioni che potevano limitare il declino.

Secondo ricerche effettuate durante questi anni sono emerse che le cause delle crisi sono difficilmente prevedibili, vista la diversità dei settori presenti sul mercato.

Si pensi alle ultime avvenute una circa ogni 10 anni: dalle casse di risparmio statunitensi degli anni 80 a quella asiatica dei derivati degli anni 90.

Per questa ragione anche i vari interventi di regolarizzazione diventano inefficaci vista la complessità di previsione.

Il crac di Lehman Brothers ci ha insegnato che la finanza è molto importante ed incide sull'economia reale delle nazioni ed i suoi abitanti, con impatti molto forti vista la portata economica che essi hanno nei conti pubblici.

I legislatori hanno cercato di adottare alcuni interventi per colmare alcune lacune come ad esempio: l'aumento della regolamentazione bancaria, rendendo gli istituti più sicuri e trasparenti.

Si sono dimenticati però di applicare tale regolamentazione ai nuovi e alternativi enti che parallelamente ad essi sono nati, le così dette shadow banking.

Da allora i mercati finanziari sono cresciuti, l'indebitamento globale è aumentato, con squilibri molto grandi facendo pensare, vista la grossa potenza di tali istituti e la pochissima regolamentazione, che la lezione del 2008 ci abbia insegnato poco o nulla.

Ritengo che abbiamo perso una grossa opportunità, quando per rispondere alla crisi i costi attuati per il risanamento siano stati diretti a privilegio dei creditori rispetto a quello dei debitori che avevano in realtà la priorità.

Quest'ultima manovra ha consentito ad alleviare di più la crisi, ma il prezzo politico pagato è stato molto salato, infatti esso si ripercuote tutt'oggi nell'effettiva incertezza che hanno i mercati, basti pensare alla protezione delle banche da parte delle amministrazioni a discapito della totale trascuratezza dei titolari dei mutui ipotecari.

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