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I Pir assicurativi: uno strumento di successo nel risparmio degli italiani


I piani di individuali di risparmio (P.I.R.) sono nati per favorire una canalizzazione del denaro degli italiani e conseguentemente per creare un meccanismo di aiuto alle piccole e medie imprese.

La forma che ha avuto maggiore interesse è quella assicurativa, che vede secondo i dati ANIA, un incasso nei primi sette mesi del 2018 di 1,624 miliardi di € arrivando quasi ad eguagliare l'intero bilancio dell'anno precedente.

Tali strumenti sono stati introdotti nel 2017 a seguito della legge di Stabilità, dove si prevede una detassazione delle rendite finanziarie conseguite.

Infatti l'esenzione fiscale di tali piani prevede un risparmio sui rendimenti fino al 26 % ed un esonero totale delle imposte di successione che consente un risparmio per l'utente fino all'8 %.

Il limite di investimento prevede una somma massima di 30.000 € annui e 150.000 € nel quinquennio che è il periodo necessario affinchè si possa usufruire dei vantaggi fiscali.

Un altro vincolo è rappresentato dalla composizione del portafoglio:

i piani infatti devono essere composti dal 70 % investito in strumenti finanziari emessi da imprese residenti in Italia di cui il 30% non nei titoli Ftse Mib o indici equivalenti.

Anche in caso in cui il contenitore fiscale sia stipulato in forma di polizza, dovranno essere rispettati tali limiti.

La convenienza nella stipula dei Pir in declinazione assicurativa nonostante gli oneri più alti, è data dalla condizione per cui tali prodotti sono impignorabili e insequestrabili nei limiti di legge previsti ed inoltre prevedono una grossa flessibilità nella scelta dei beneficiari.

I costi medi dei Pir finanziari si aggirano attorno dal 2,79 % al 0.35 % per quanto riguarda le commissioni annue, sommate a quelle di entrate che variano da istituto ad istituto.

Per quanto riguarda i piani assicurativi i caricamenti medi annui sono circa il 2,24 %, le commissioni di gestione annue 1,90 % più ulteriori oneri di gestione che si aggirano su 2,30 % dei contributi versati (fonte Ilsole24ore)

Il ritardo commerciale nel lancio dei prodotti assicurativi ha rallentato la vendita rispetto a quelli finanziari già precedentemente avviati, infatti solo il 13 % di 12,6 miliardi di euro (dato di raccolta nel 2017 ANIA) è stato ottenuto dal comparto assicurativo.

Nel 2018 il peso delle compagnie, più preparate e più organizzate rispetto all'anno precedente, sta incrementando la raccolta dei Pir che vede per il primo semestre un portafoglio totale di 1,5 miliardi di euro.

La nostra considerazione finale, confermata dai numeri del primo biennio, è che i Pir sono un'ottima opportunità di risparmio sopratutto grazie al lungo arco temporale d'investimento.

Consigliamo tali strumenti a chi vuole sopratutto diversificare e remunerare i risparmi investendo sull'economia nostrana sfruttando le agevolazioni sopra descritte.

La flessibilità è data oltre che dalla scelta dei beneficiari in caso di morte del titolare del piano anche dalla possibilità, scaduti i 5 anni di non smobilizzare per forza i risparmi.

Prima di scegliere un Pir è FONDAMENTALE affidarsi ad un consulente professionale, perché l'attenta valutazione delle varie opportunità di investimento è la base e la chiave dei rendimenti di tali piani, infatti un intermediario preparato potrà tecnicamente consigliare il prodotto più adeguato al cliente stimando anche il profilo di rischio più adatto connesso al rapporto patrimonio/asse temporale.

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