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Pensioni: fondamentale crearne una complementare!!!


Da oltre 10 anni l'idea di Paese, di quello che vorremmo per i nostri figli o nipoti, manca pienamente.

Le famiglie sono in sofferenza da qualche tempo e negli ultimi mesi la frase più in voga è: basta austerity imposta dall'Europa!!!

Andiamo tutti insieme a battere i pugni a Bruxelles!!!!

Il tempo di fare deficit con polemiche assistenziali continua anche con il "famoso governo del cambiamento" senza alcuna conoscenza della situazione sociale ed economica.

Ci sentiamo fortemente di consigliare, ad i giovani con un'occupazione, di accendere una pensione integrativa rispetto a quella obbligatoria.

Le forme pensionistiche complementari in Italia oggi sono tre:

1- Fondi pensioni negoziali (fondi pensione chiusi) sono costituiti nell'ambito dei contratti collettivi nazionali o aziendali.

L'adesione ad essi è quindi consentita soltanto alle categorie individuate nei relativi accordi.

2- Fondi pensioni aperti sono istituiti da banche, compagnie di assicurazione o Sgr (società di gestione del risparmio) e possono aderire professionisti autonomi oppure lavoratori dipendenti.

3- Piani individuali pensionistici (PIP) sono forme pensionistiche distribuite dalle compagnie assicurative sotto forma di polizze vita (multiramo o ramo primo o terzo).

Possono essere accese solo su base individuale ma possono aderirvi chiunque senza nessun vincolo occupazionale.

VANTAGGI FISCALI

La tassazione sui rendimenti recentemente è stata innalzata dall' 11,5% al 20% con una deducibilità di 5.167,47 euro annui.

Il risparmio nonostante ciò, può essere sostanzioso, sopratutto per gli aderenti che partecipano con un buon anticipo rispetto alla pensione.

Un esempio è dato da un 47 enne che accende un piano integrativo per 20 anni con un versamento annuale di 5.000 €, con un reddito annuo lordo di 65.000 €.

Alla fine della contribuzione si trova un montante maturato (rendimento netto annuo 1%) di 109.424 € ed un risparmio fiscale del 37% percento, per un totale di 136.000 € circa. (fonte Axa)

UN MODELLO ANTI RECESSIONE

La pensione integrativa aiuta inoltre a mettersi al riparo dall'effetto del Pil.

Per proteggersi da una variabile non prevedibile né controllabile come il prodotto interno lordo, il consiglio è quello di pianificare usando una risposta preziosa e gratuita che tutti abbiamo a disposizione: il tempo.

In sostanza a parità di obiettivo prima si inizia a versare meglio è.

Ad esempio per compensare il gap tra l'assegno che si avrebbe con un'economia in salute (ipotizzando un aumento del Pil del 1,5 % annuo) e quello che in realtà è stato versato: un venticinquenne dovrebbe versare 95 euro al mese in più, sino al momento del suo pensionamento, in un fondo complementare. (fonte Corriere della Sera)

I RENDIMENTI

In base ai dati diffusi dalla Covip (Commissione di vigilanza sui fondi pensione), nei primi nove mesi del 2018 i rendimenti al netto dei costi di gestione sono stati in media negativi (dallo - 0,1 % dei piani negoziali allo -0,2% di quelli aperti).

Nel medio periodo i recenti andamenti dei mercati finanziari evidenziano una performance positiva.

Tra il 2007 e il 2018 i rendimenti medi annui sono tra il 3,1 % dei fondi negoziali ai 2% dei Piani individuali pensionistici.

Se comprendiamo anche la quota del Tfr lasciata in azienda, la liquidazione sale di un altro 2%.

Tali fondi perciò evidenziano l'importanza dell'aderenza fino dalla giovane età (il consiglio è di accendere un piano entro i 35 anni).

Essendo strumenti nati e pensati per una erogazione complementare al momento della pensione, hanno un senso e un ottimo rendimento se portati integralmente a scadenza.

Sono ammessi dei riscatti parziali solo in alcune situazioni o solo dopo alcuni anni dall'emissione, ma se tali fondi vengono anche limitatamente svuotati si incorre il rischio di non avere il risultato sperato al momento dell'effettivo bisogno.

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