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Investimenti : I nostri consigli per il 2019.


Non è facile fare una previsione degli investimenti guardando all'anno che verrà.

A poche sedute dalla fine il bilancio, per le principali borse mondiali è negativo (Europa - 14%) Paesi emergenti ( -17%) e Wall Street

(-7,7%).

Investire a rate può essere una buona idea sopratutto quando i mercati finanziari si muovono in modo nervoso, come in questo periodo.

Se le borse soffrono come nel decennio 1998-2008 metter sul piatto poco denaro alla volta ha contribuito a limitare le perdite e ad avere delle ottime performance, successivamente alla crisi.

Lo dimostra una proiezione (fonte Morningstar) che confronta la sottoscrizione di fonti comuni azionari con un pac (piano di accumulo) di 100 € al mese con l'acquisto in un'unica soluzione.

Un investimento di 120 rate da 100 € al mese in azioni globali a grande capitalizzazione, durante uno dei periodi più neri della storia della finanza recente (dal 01/11/1998 al 31/10/2008) ha portato un capitale finale residuo al netto dei costi di ingresso e di gestione di 9.625 €.

Un investimento unico di 12.000 € sempre negli stessi fondi e nello stesso periodo ha portato ad un capitale finale ad 8.892 €.

Il pac, può essere una soluzione di piccolo investimento per il 2019 per i più giovani, che hanno intenzione di accantonare nel lungo periodo un certo capitale.

Purtroppo questa è una formula che esiste da molti anni, ma che non ha trovato una buona appetibilità e trasparenza, visto i costi di gestione non sempre bassi.

Trova una ragione in una sana pianificazione finanziaria, ad esempio per le azioni non è assolutamente consigliabile scendere al di sotto dei 5/7 anni.

Il maggior difetto di tali piani è la pessima capacità allocativa, ovvero la mancanza di ripartizione in modo autonomo di bilanciare il portafoglio.

Ci aspetta certamente un anno complicato, visti i numerosi impegni politici: dal voto in Parlamento britannico sulla Brexit alle intese che Usa e Cina devono trovare in ambito commerciale.

Nel 2019 inoltre, è previsto un rallentamento della crescita globale non prevedendo però un'economia mondiale in recessione, infatti anche la macchina da guerra americana ha iniziato a rallentare il passo ma è ancora molto affidabile per quanto riguarda i rendimenti anche per l'anno prossimo.

Chi possiede titoli di stato a stelle e a strisce può pensare tranquillamente ancora di tenerli dove li ha, per la collocazione di nuovi titoli invece, consigliamo vivamente i mercati dei paesi in via di sviluppo (Brasile su tutti) oppure la sicurezza del Canada che anche nei tempi peggiori ha sempre mantenuto molto bene i contraccolpi finanziari.

Un altro parere che ci sentiamo di dare è di investire, una parte del proprio portafoglio, in dollari che continua a far segnare degli ottimi rendimenti (6% sulla moneta unica).

Un esempio pratico: chi ha investito nel dicembre del 2017 10.000 € oggi si ritrova ad averne 10.590 € (fonte MONEYMATE).

Il 2018 si concluderà con la maggior parte delle classi di asset in perdita, impartendo a tutto il mondo finanziario un'ottima lezione: con la volatilità che non sembra più in pausa, bisogna mixare in modo molto più attento e sicuro i soldi propri o di terzi.

Una regola antica e nota ma molto efficiente non va chiaramente dimenticata: è utile comprare quando i mercati scendono e vendere quando salgono, allo stesso tempo è compito dei professionisti perciò dare dei consigli ai propri clienti per non cadere in trappole pericolose.

Per quanto riguarda il mercato Italiano, anche se la situazione è assai diversa rispetto a quella del 2011/2012, non ci sentiamo sinceramente di consigliarlo per il 2019 ai nostri lettori.

Prima di tutto perché non siamo dei grandi fan dei bond governativi europei e in seconda ragione perché non vediamo un buon rendimento vista la situazione politica ed economica molto delicata.

Concludendo, prendendo spunto dai i vari punti sopra descritti, consigliamo alle persone più giovani che vogliono investire il prossimo anno di creare un adeguato pac (fare attenzione ad i costi di gestione) con un mix di investimento:

- Dollari (40%);

- Titoli di stato di uno dei paesi sopra elencati (40%)

- Un restante (20 %) in azioni di alcune aziende solide che possono offrire uno spunto interessante.

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