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PIR: la confusione creata dal legislatore

January 14, 2019

 

Nel nostro articolo del 15 di Ottobre del 2018 abbiamo descritto il funzionamento dei PIR (piani individuali di risparmio) introdotti con la legge di bilancio nel 2017.

Le nuove norme su questi strumenti introdotte con la nuova finanziaria, stabiliscono come i criteri attuativi dovranno entro 120 giorni, dall'entrata in vigore, esseri emanati.

 

Il principale vantaggio di questi strumenti è la totale detassazione dei capitali investiti, essa viene applicata solo se i piani sono tenuti in vita per almeno 5 anni.

Si può disinvestire prima, ma in questo caso le tasse vengono pagate come per qualunque altro fondo.

Per come è stata presentata la normativa si prevede molta confusione ed una difficile previsione di nuove emissioni a breve termine.

Infatti da una parte il comma 211 impone che i nuovi Pir debbano essere costituiti entro il 1 gennaio 2019, dall'altra il comma 215 rimanda ad un successivo decreto le modalità applicative. 

L'incertezza che si è creata apporta un rischio enorme per gli operatori finanziari che propongono ai risparmiatori questo tipo di soluzione vista la confusione burocratica.

 

VECCHI PIR

I vecchi piani prevedevano un investimento non superiore a 30 mila € l'anno per 5 anni, dove il 70 % del patrimonio doveva essere costituito da azioni o obbligazioni italiane ed il 21% del totale in aziende quotate non nell'indice Ftse Mib della Borsa Italiana.

 

NUOVI PIR

Quelli nuovi, da quanto è emerso con la nuova legge di Bilancio, devono obbligatoriamente investire il 3,5 % di quel 21 in strumenti finanziari ammessi alle negoziazioni sui sistemi multilaterali (azioni o obbligazioni di aziende italiane quotate su AIM ITA e aziende non quotate).

Un altro 3,5 % deve destinarsi ad azioni di fondi in Venture Capital, residenti in Italia.

 

Che cosa è il Venture Capital????

Il venture capital è l'apporto di capitale di rischio da parte di un investitore per finanziare l'avvio o la crescita di un'attività in settori ad elevato potenziale di sviluppo.

In parole semplice sono quote vincolate all'avvio di una startup o di una nuova azienda. 

Il problema è che nel nostro paese esistono pochissimi fondi (circa 50) di Venture Capital e non consentono e garantiscono molta trasparenza.

I principi attuativi saranno perciò fondamentali per comprendere con più chiarezza cosa realmente cambia nella costituzione di tali strumenti.

 

Data l'incertezza e le conseguenze per quanto riguarda le possibili sanzioni, è molto importante un chiarimento del legislatore che ufficialmente tolga dubbi ed incertezze.

 

Onde evitare uno stallo molto pericoloso, è auspicabile un emendamento che porti delle semplificazioni e che consenta una costituzione trasparente del nuovo strumento finanziario, magari prendendo spunto da quello vecchio.

 

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