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Viaggi & curiosità: i pagamenti all'estero "salati"

Quando si viaggia in paesi fuori dall'area euro, non fatevi prendere dalla tentazione di pagare o prelevare contante concludendo le operazioni nella propria valuta...il conto potrebbe essere salato e inaspettato!!!

La pratica di dynamic currency, che permette all'utente di compiere transazione economiche nella propria moneta, potrebbe risultare comoda pensando di tenere sotto controllo le proprie spese.

In realtà nella maggior parte dei casi questa tecnica, farà costare di più l'operazione.

Spesso gli istituti di credito spingono commercialmente questa prassi, evidenziando nelle schermate dei propri sportelli con caratteri cubitali la conclusione dell'operazione con questa tecnica.

Nei pochi istanti in cui si deve decidere come concludere l'operazione, i tempi di calcolo sono brevi e quindi la difficoltà della scelta sale, ed un servizio proposto come un qualcosa in più verso l'utente si trasforma in un raggiro bello e buono.

Gli esperti dell'associazione BEUC - organizzazione europea a tutela dei consumatori - riportano come la tecnica di dynamic currency sia diventata un opaco e profittevole business degli istituti di credito.

I costi più alti sono stati registrati in Repubblica Ceca, in Ungheria e in Polonia con rincari maggiorati dal 2,5% fino ad addirittura al 12 % dell'operazione.

L'associazione ha esposto un reclamo alle istituzioni dell'Unione Europea chiedendo l'abolizione della pratica ed una maggiore trasparenza dei costi a carico dell'utente finale.

Questa richiesta ha trovato parzialmente successo, infatti la Commissione ha elaborato una proposta per cui pur senza spingersi a vietare il meccanismo, chiedeva di rendere più cristallini i costi del servizio.

L'iter però si è bloccato di fronte al cospetto del Consiglio Ue, che non si è reso disponibile a regolamentare la dynamic currency.

I consumatori purtroppo sono rimasti vittime di tali decisioni e l'unica soluzione che hanno è tenere gli occhi aperti per evitare "scherzetti" come questi.

Come riporta Beuc nel seguente esempio successo realmente ad un cittadino italiano, il rischio di trovarsi degli addebiti ingiustificati per ogni operazione è alto.

L'utente in questione si trovava a Budapest ed in seguito ad un acquisto in un negozio di souvenir si è visto addossare 309 € sul proprio c/c.

In realtà il valore della merce acquistata era di 296 €, infatti il totale dell'operazione ammontava a 86.095 HUF (fiorino ungherese).

1 € equivale a 290,86 HUF perciò l'utente si è trovato a sostenere in realtà una spesa di 89.875 HUF, regalando 14 € all'istituto di credito che ha avuto in carico questa operazione.

ll consiglio è di prestare la massima attenzione ai tassi di cambio ed effettuare sempre l'azione con la valuta del paese locale e non in euro.

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