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RC professionale obbligatoria dei medici: la riforma Gelli/Bianco si ferma su alcuni punti.


Sul settore della copertura assicurativa per istituti sanitari privati e pubblici previste dalla Legge Gelli - Bianco (n.24/2017) non ci sono ancora indicazioni chiare per le tabelle di risarcimento.

La maggior parte dei casi di denuncia finisce, secondo dati ufficiali ASSOMED, in un contenzioso e successivamente nelle aule di giustizia (nel 2018 ben 300.000).

La pratica una volta che è arrivata in tribunale, non è normata da una chiarezza giurisprudenziale sufficiente a stabilire il giusto indennizzo.

La normativa Gelli - Bianco è stata introdotta per rendere istituzionale sia la responsabilità contrattuale in tema sanitario delle strutture pubbliche compresi i professionisti che ci lavorano, che quella extracontrattuale della figura che svolge la propria professione nell'ambito della stessa o in rapporto convenzionale con l'SSN, obbligando le strutture a dotarsi di coperture assicurative.

Nonostante la regolamentazione da un punto di vista normativo sono emerse molte posizioni scettiche, ad esempio l'adozione della tabella di liquidazione di Milano per i danni di non lieve entità. Di fatto la Legge Gelli - Bianco fa riferimento esclusivamente a lesioni micro permanente di lieve entità, urge perciò la necessità di adottare delle tabelle uniche per tutta la penisola per ogni tipo di danno.

Un altro"buco"legislativo è rappresentato dall'azione di rivalsa possibile che il danneggiato può fare nei confronti degli assicuratori.

Di fatto il rischio che le imprese di assicurazioni si trovino a gestire delle controversie, senza disporre neanche delle informazioni necessarie per impostare una difesa è alto, considerando i tempi che spesso non sono sufficienti neppure per creare un'istruttoria.

Una soluzione che si è proposta è la composizione di un arbitrato sanitario, che miri a sanare in via bonaria le liti in materia di responsabilità medica. In via teorica potrebbe essere un ottimo strumento di disincentivazione alle numerose (300.000) cause pendenti contro i medici, in via pratica solo nel medio lungo periodo si potrà avere una risposta positiva o meno.

Tra le lacune normative dichiarate dai medici risulta anche la difficoltà di applicare correttamente le valutazioni di negligenza, imprudenza e imperizia, delimitando così di volta in volta le responsabilità anche penali dei professionisti, non attribuendo a volte il giusto termine all'azione di errore commessa dal professionista.

Sarà interessante capire il comportamento delle compagnie di assicurazione, nel momento in cui entrerà in vigore la parte attuativa dell'azione diretta, visto che ancora le sentenze di merito sono in fase di provvedimento cautelare.

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