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Assicurazioni in Italia: non basta il rischio ci sono ancora troppe scoperture


Una situazione economica instabile ed incerta non basta a fare sottoscrivere polizze assicurative al popolo italiano.

Maria Bianca Farina, presidente dell'Ania spiega come soltanto il 3% delle abitazioni private sono assicurate, una percentuale davvero preoccupante considerato che la nostra penisola ha una posizione geograficamente delicata.

Purtroppo terremoti, alluvioni ed eventi atmosferici sono eventi che non sono così rari e quando si manifestano in modo violento mettono in seria difficoltà le vite di tutti noi.

Il presidente dell'Ivass Fabio Panetta, lancia l'allarme sottolineando come il problema stia nella cultura italiana, affermando che il vecchio metodo dell'accumulo di soldi per fare fronte ad un imprevisto non è sufficiente né conveniente in caso di danni ingenti.

Lo stesso presidente nella riunione tenutasi ieri a Torino, ha dichiarato che l'italiano si assicura principalmente per la garanzia RCA poiché obbligatoria.

In effetti il concetto di una mentalità poco propensa alla tutela dei propri beni e cari è spiegato da alcune semplici cifre: nel 2018 gli italiani hanno speso 107 miliardi di euro in giochi e lotterie, in confronto solamente 17 miliardi di premi del ramo danni non auto.

Nonostante i rischi maggiori di terremoti e alluvioni sopratutto nell'area centro meridionale i cittadini italiani non si assicurano.

Infatti in queste zone la percentuale di abitazioni assicurate scende rispetto al 3 %, facendo segnare un dato ancora più preoccupante: 2,4%.

Perciò la diffusione territoriale delle polizze é inversamente proporzionale all'esposizione al rischio. In poche parole ci si assicura di più dove il rischio è minore.

Il presidente Panetta nel suo intervento, si è sbilanciato stilando anche una previsione futura che si prospetta difficile e non positiva: "Sarà complesso innalzare il livello di copertura assicurativa se non verrà innalzato quello di alfabetizzazione".

Ad affermare che siamo poco preparati sia al livello assicurativo che finanziario, c'é lo dice anche l'Ocse sottolineando come gli studenti italiani, hanno meno possibilità di conoscere prodotti assicurativi, vista la poca propensione dei genitori. Al contrario in molti paesi europei sviluppati già in età adolescenziale, si acquisisce molta più sensibilità e cultura.

L'ignoranza è la causa principale per una poca propensione al risparmio e alla tutela di noi italiani, purtroppo ancora non è stato inventato il metodo per poterla assicurare.

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