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Rc auto: tra le novità del decreto fiscale.


Il decreto fiscale inserito nella legge di bilancio del 2020, ha introdotto una novità sulla responsabilità civile obbligatoria per auto e veicoli a motore.

Consentirà, secondo quanto è emerso, all'interno di uno stesso nucleo familiare di beneficiare della classe assicurativa più bassa fra tutti i veicoli sia a due che a quattro ruote a partire dal prossimo rinnovo.

Una volontà politica voluta sopratutto dal Movimento 5 stelle che secondo quanto afferma consentirebbe un grosso risparmio.

Come è possibile che in un'sistema complesso come quello del calcolo attuariale delle tariffe assicurative, un principio elementare possa far diminuire una spesa che gli italiani paragonano ad una tassa?

Come ha affermato il responsabile della direzione del business Ania, Umberto Guidoni, se i costi dei sinistri rimanessero inalterati e la raccolta premi diminuisse, significherebbe che le imprese non sarebbero più in grado di sostenere questo ramo.

Cerco di spiegarvi in poche righe il motivo per il quale è opportuno applicare quello che è il concetto assicurativo per eccellenza: la mutualità.

Le compagnie, visto che si troverebbero costrette a recuperare in qualche modo i premi mancanti, potrebbero ad esempio addebitare agli assicurati esclusi da questa norma (le famiglie con un solo veicolo), importi superiori a quelli di adesso.

Così facendo il premio medio totale non diminuirebbe ma, cambierebbe solamente la sua distribuzione verso gli assicurati.

Un'altra considerazione da fare è la seguente: i dati Istat ci riportano che il numero dei veicoli di proprietà è correlato al reddito disponibile. Questo vuol dire che le persone che non si possono permettere più di un veicolo in famiglia, sarebbero penalizzate ancora di più.

Per rispondere alla domanda,volutamente evidenziata in grassetto,possiamo dunque affermare che i premi assicurativi devono essere sempre determinati con parametri scientifici.

Rispettare il concetto di mutualità vuol dire rispettare quello di equità sociale. Qualunque partito di qualunque colore se non riesce a capire questo concetto, andrà sempre contro a quello che è il corretto equilibrio sociale, cozzando perciò con il principio base della politica. Vedere per credere: il criterio di pensionabilità degli anni 60/70 rispetto a quello che adesso ci ritroviamo a subire.

Nella speranza che ci sia una rivisitazione organica della materia, ci auguriamo che i legislatori pongono la giusta attenzione ad una materia delicata.

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