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L'Italia si conferma un paese sotto assicurato.

La polizza assicurativa spesso viene vista come un male obbligatorio dagli italiani, come nel caso della RCA.

Molte famiglie preferiscono accumulare risorse per far fronte ad eventuali imprevisti.

Non considerando il fatto che poche decine di euro al mese potrebbero essere necessarie per coprire esborsi economici.

Il dato positivo per l'Italia nel 2019 è la crescita dei premi assicurativi versati.

Essa infatti ha visto un aumento del 3,2 % rispetto all'anno precedente.

In dettaglio, nel 2018 erano stato versati premi per circa 135 miliardi di euro contro i 218 della Francia e i 204 della Germania.

Se consideriamo tuttavia i premi versati nel ramo Vita (102 miliardi) ci accorgiamo che sono solo 33 i miliardi destinati al ramo Danni che rilegano l'Italia al penultimo posto in Europa.

Uno degli indicatori considerati dall'Ania (Associazione Nazionale fra le Imprese Assicuratrici) è il confronto tra le riserve matematiche delle compagnie di assicurazione e il PIL dei paesi.

Il primo dato è l'importo che le assicurazioni accantonano per far fronte agli obblighi futuri, ovvero il pagamento dei sinistri.

Il secondo è il prodotto interno lordo, ovvero il valore che misura a prezzi di mercato corrente tutti i beni ed i servizi prodotti sul territorio di un paese in un anno.

Il nostro paese in questo confronto è cresciuto dal 36,3% a 38,6 % in tre anni.

Nonostante la crescita questo parametro resta basso se paragonato a quello degli altri stati europei (es. 45,7 % Olanda, 81,7% Regno Unito,81,2 % Francia).

Il dato preoccupante che denota una scarsa copertura assicurativa nelle famiglie italiane è quello che riguarda la percentuale tra il rapporto dei premi versati del ramo Danni e il Pil del nostro paese.

Infatti se si esclude i premi obbligatori per la copertura sulla responsabilità civile, il dato che emerge è dell 1 %.

Tutto questo vuol dire che solo l'uno percento del nostro Pil è rappresentato da i premi danni non auto.

Un paese sotto assicurato non consente certamente alla popolazione che ci abita di stare tranquilla.

Visto e considerato che siamo uno stato morfologicamente delicato, sarebbe molto più opportuno tutelare i nostri beni e le nostre professioni, per non farsi trovare inermi alla prossima disgrazia.

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