Our Recent Posts

Archive

Tags

Resistere al cambiamento per un'economia non più sostenibile.

Mercanti di dubbi il libro di Erik Conway e Naomi Oreskes, pubblicato nel 2019, è la lettura a nostro avviso più interessante degli ultimi 12 mesi.

Questo bestseller descrive la modalità in cui alcuni scienziati abbiano provato a incutere dubbi sulle conseguenze nocive del tabacco, sulle piogge acide e sul riscaldamento globale, per indebolire il consenso dell'intera comunità scientifica e per rallentare i provvedimenti della politica.

Anche nel mondo dell'economia ci sono molti mercanti di dubbi.

Gli economisti che mettono in dubbio l'aumento delle disugaglianze sono sempre di più, fare resistenza ad un cambiamento scientifico nel tessuto economico e sociale sta portando ad uno stile di vita non più sostenibile, ed il risultato è il momento che stiamo noi tutti vivendo.

Perfino il noto quotidiano The Economist ha pubblicato poco tempo fa un articolo intitolato: " Inequality illusions" ovvero illusioni di disuguaglianza".

Uno degli economisti più promettenti del mondo, il giovane Gabriel Zucman, vincitore nel 2018 del premio Bernàcer, scrive nel suo libro il trionfo dell'ingiustizia, proprio questo.

Zucman da quando nel 2017 pubblicò la sua tesi di dottorato "La ricchezza nascosta delle nazioni" (Add Editore 2017) è considerato come uno dei massimi esperti dei paradisi fiscali.

Spiega come i miliardari americani pagano sempre meno tasse e che gli Stati Uniti somigliano sempre di più ad una plutocrazia (predominio nella vita pubblica di individui con enormi somme di capitali).

Il consiglio che dà ai colleghi più giovani è di esprimere le loro opinioni a prescindere dal confronto con altri professionisti, di diffondere queste idee e di difenderle suggerendo anche alla politica come potersi comportare, non essendo mai supponenti visti anche i passati dei suoi colleghi neoliberisti.

Gli economisti secondo, il giovane francese amano farsi domande per le quali possono ottenere risposte precise e quando essi si occupano di elusione fiscale, avere risposte precise è ben più difficile.

Proprio per questo, aggiunge in una sua intervista, che è sempre più importante interrogarsi e scoprire qualcosa in più.

Ci sentiamo di affermare che l'elusione fiscale non è un tema attraente per gli economisti ma, sicuramente dovrebbe essere studiata di più anche negli atenei specifici.

Nel suo libro descrive come si conosca i beni e i patrimoni delle persone in termini di beni immobili, ma che siamo del tutto all'oscuro delle loro finanze: liquidi,azioni,obbligazioni.

Questi dati sono fondamentali per avere un quadro delle disugaglianze e contrastare la corruzione.

Con la legislatura di Trump questo modello plutocratico si è esteso ancora di più.

Infatti nell'articolo pubblicato dallo stesso economista, per la rivista "Boston Review" vengono denunciati i fondamentalisti del mercato.

Lo stato per gli economisti è diventato un nemico, le tasse solo per alcune imprese sono state abbassate, la finanza deregolamentata, il potere delle associazioni di categoria si è abbassato e le persone erano accecate dall'ideologia secondo cui i mercati erano sempre più efficienti...finché non è arrivato un virus a farci aprire gli occhi.

Il pensiero condivisibile che l'economia reale è ben altro rispetto a quella finanziaria è confermata dai dati che hanno spinto una crescita illusoria negli Stati Uniti:

Dal 1980 al 2014 il reddito medio è aumentato dell 1,4 percento ma, l'85 dell'aumento è andato alla classe più abbiente.

La classe operaia è stata completamente tagliata fuori dalla crescita.

Nel frattempo lo 0,1 percento degli statunitensi più ricchi hanno visto crescere del 320 percento le proprie entrate.

Tutto ciò significa che va rimesso in discussione il modello di economia moderna attuato nell'ultimo trentennio.

Zucman per cercare di creare una soluzione a questo squilibrio si vorrebbe riallacciare all'approccio dell'economia della fine dell'800.

Insieme ad una serie di altri economisti sta cercando di creare un modello di benessere inclusivo, cercando di guardare oltre le cifre di crescita generale di 120 paesi, studiando i patrimoni dei cittadini.

Attraverso un database che sta realizzando, prova a fare pressione sui governi affinché raccolgono i dati mancanti che interessano.

Zucman, inoltre denuncia come il sistema fiscale statunitense si sia trasformato in un intera e gigantesca flat tax.

L'economia reale ci insegna che la progressività fiscale è alla base per un equilibrio sociale ed economico dei paesi.

Al livello globale le imposte sulla società, negli USA, sono passate dal 49 percento del 1985 al 24 del 2019.

La maggior parte delle grandi aziende elude, nonostante ciò il fisco, trasferendo in paradisi fiscali i profitti.

La soluzione, beh è semplice ed ovvia:fare pagare le tasse nel paese in cui fanno profitti, ma c'è troppo interesse politico nel governo "Trumpiano" a non adottarla.

Ad esempio se un'azienda vende in Belgio il 10 per cento dei suoi prodotti andrebbe tassata secondo le aliquote belghe.

L'economista francese accusa i politici di promettere un continuo ribasso sulle imposte alle aziende, che ha portato e porterà solo benefit alle multinazionali.

Sull'Unione Europea ha un'idea ben chiara e precisa, affermando che, sono anni che fallisce ogni tentativo serio di riscuotere in maniera più efficiente le imposte sul reddito delle aziende , per colpa magari di un solo stato che mette il veto. L'unica via di regolamentazione della globalizzazione, continua sarebbe una distribuzione più equa della crescita.

Sul tema Unione Europea denuncia come le patrimoniali che sono state fatte da alcuni paesi, tipo la Francia hanno avuto un grosso problema: partivano da soglie troppo basse per esempio un milione di euro.

Questo consente di applicare l'imposta su un numero elevato di contribuenti, facendo successivamente fare ai governi delle eccezioni deleterie.

Un mondo migliore e un Europa migliore è possibile e ci sentiamo anche qui di condividere il suo pensiero:

"Un pianeta senza multi miliardiari vivrebbe lo stesso, i quali non sono necessari per far funzionare l'economia.

Infatti se riflettiamo è raro che chi avvia un'azienda lo faccia per diventare ricchissimo.

Fa paura la disparità economia del troppo: tanti miliardari e tanti poveri paragone che può essere benissimo traslato anche in Europa con una distribuzione più equa che dovrebbe partire da una parità politica, sanitaria ed economica fiscale".

Cambiare è possibile si, se vogliamo un futuro più sostenibile e migliore.

Riproduzione Riservata

©2018 by Morsi di economia.