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Il mercato energetico è entrato in crisi?

May 10, 2020

 

 

Per la prima volta nella storia i prezzi del greggio dal 20 di aprile sono diventati negativi (fonte Financial Times).

I produttori hanno pagato gli acquirenti pur di liberarsi del petrolio.

Questo dimostra come la pandemia covid-19 ha mandato in crisi anche il settore energetico. 

 

 Il crollo è iniziato quando gli accordi che fissano il prezzo del greggio sono slittati ad una data successiva rispetto alla vendita. 

Le cessioni definite a marzo sono state rimandate con consegna al mese di maggio, periodo in cui si prevede che il picco di riduzione raggiunga il massimo a causa delle restrizioni del covid-19.

 

In Oklahoma nella località di Cushing è presente il più conosciuto incrocio di oleodotti mondiale. 

Secondo il governo statunitense il 10 aprile le cisterne di Cushing contenevano 55 milioni di barili di greggio, il 72 percento della loro capacità. 

A dimostrazione di come lo spazio residuo disponibile era veramente minimo. La domanda ha raggiunto i minimi storici ed è probabile che gli operatori con contratti d'affitto a lungo termine delle cisterne, alla fine della pandemia registreranno grandi profitti. 

Questo deriverà dal fatto che quest'ultimi potrebbero incassare 30 e 40 dollari al barile per poi rivenderli a 20 dollari. 

 

Quando la situazione si sarà stabilizzata potrebbero esserci molte vittime da questa crisi.

Molti operatori sono arrivati a perdere più di 60 dollari al barile al giorno, gli stessi che pochi giorni prima festeggiavano l'accordo dell'Opec (Organizzazione dei Paesi esportatori di petrolio).

La principale preoccupazione è data dallo squilibrio enorme tra la produzione e la domanda energetica negli Stati Uniti. 

Gli spazi di stoccaggio non bastano più e il tasso di disoccupazione aumenta mentre gli USA producono quasi due milioni di barili al giorno in più rispetto alle necessità delle raffinerie. 

I prezzi negativi del petrolio sono imbarazzanti agli occhi dell'Arabia Saudita e della Russia, che avevano appena concordato il taglio più evidente della produzione. 

Per Trump la situazione è umiliante viste le promesse che aveva fatto per proteggere le aziende petrolifere americane. 

Forse dovrà rivedere le sue posizione con l'introduzione di dazi?

 

Nelle prossime settimane l' attività lavorativa, in buona parte degli Stati Uniti, resterà sottoposta a severe limitazioni.

Difficilmente le scadenze di giugno non subiranno altre perdite. L'unica soluzione attuale sarebbe eliminare i problemi di stoccaggio con un accordo internazionale, almeno fino a quando gli operatori non saranno in grado di usare le petroliere. 

Il settore alla fine di tutto questo dovrà osservare anche gli effetti che deriveranno sulle valutazioni del mercato energetico post crisi.

Tra i tanti cambiamenti che questa crisi porterà, ci sarà anche quello al mercato energetico.

 

(Riproduzione riservata)

 

 

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