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Politiche sociali ed economiche comuni: solo così è possibile scongiurare una recessione globale

June 28, 2020

 

Politiche di bilancio, monetarie e sociali sono queste le manovre necessarie per scongiurare una recessione globale. 

Quasi tutti i governi hanno messo in atto azioni economiche che già ad oggi risultano pari a circa il 10 percento del pil mondiale.

Il problema è che tuttavia non bastano per placare l'ira di una recessione mondiale. 

Buona parte del denaro è utilizzato per riserve di capitale che serve prevalentemente per accantonamenti per rischi futuri.

 

Servono misure di stimolo ancora più pesanti rispetto a quelle fatte, che sono servite a non fare fallire un'enorme quantità di azienda nel pieno picco della pandemia mondiale.

 

Il mondo economico è diviso in 4 grandi potenze: la Cina e la sua rapida espansione con politiche mirate verso paesi arretrati (vedi Africa e Asia), gli Stati Uniti d'America con i suoi problemi sociali amplificati da un amministrazione non competente, la Russia con una forza militare importante e l'Europa che deve decidere cosa fare da grande. 

I paesi membri dell' UE oggi più che mai hanno una grande possibilità: unire le loro politiche economiche e sociali.

 

Per l'Europa questa crisi può essere un'opportunità,visto che è chiaro che la pandemia da un punto di vista sociale ed economico, durerà molto di più di alcune settimane. Tutti i programmi perciò devono essere rivisti e non c'è situazione migliore per incanalare politiche comuni.

Perché è limpido e cristallino che paesi come Olanda e Austria non possono continuare a prosperare senza una regia forte e compatta come lo può diventare un'Europa unita. 

 

Un altro problema mondiale è rappresentato dal fatto che le banche potrebbero avere un eccesso di liquidità.

Sembra paradossale ma è così.

Infatti troppo capitale liquido può portare ad avere un alto costo sociale.Oltre alle preoccupazioni legate al debito e all'inflazione, ci sono ottimi motivi per temere che avere troppe riserve nelle banche possa alimentare una speculazione finanziaria. 

L'alta volatilità delle borse inoltre non aiuta, poiché l'incertezza è sintomo di prudenza e di minori consumi e investimenti.

Ecco se questo scenario si dovesse verificare ci potremmo trovare di fronte alla "trappola della liquidità" che preoccupava tanto Keynes durante la grande depressione.

 

Finché questa pandemia non sarà finita, anche da un punto di vista economico, sarà impossibile pensare di ritornare ad una stabilità a medio termine.

La soluzione per adesso è unire le politiche comuni, sopratutto per l'Europa,ridurre il rischio e incentivare la spesa sul mercato diretto.

I governi devono essere così abili da fare "respirare" un'aria di ripresa per scongiurare un blocco di investimenti da parte delle aziende.

Per esempio gli Stati potrebbero garantire che se oggi una famiglia compra un bene come un'automobile, avrà una sospensione della rate se nell'arco di sei mesi la curva della pandemia non scenderà.

Oppure l'erogazione di prestiti legati al reddito per l'acquisto di una prima casa, emissioni di voucher per stimolare il consumo con precise date di scadenza che fungono da forte incentivo per gli acquisti.

 

Mentre le banche centrali di Stati Uniti e Cina avrebbero gli strumenti per fare funzionare queste misure, i singoli paesi dell'Ue non sarebbero in grado.

Molti Stati membri, infatti non avrebbero la forza per poter reggere misure impattanti come queste, motivo per cui occorrerà una base solida e forte che solo l'unione di questi paesi potrà dare. 

 

I programmi di stimolo mal pensati invece sono potenzialmente dannosi e pericolosi.

Cattive politiche individualistiche potrebbero contribuire ad una disuguaglianza economica e sociale.

Seminerebbero ancora di più instabilità indebolendo i ceti piccoli, facendo scappare gli investitori in altre nazioni più sicure.

Per fortuna le soluzioni ci sono. Bisognerà vedere se i governi saranno disposti a mediare per un futuro migliore.

 

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